ex RSA Giovanelli
Tesero, Trento (IT). Aprile/Settembre 2024. Progetto preliminare di riqualificazione degli edifici ex RSA Giovanelli.
Progetto Collettivo 5: arch. Luca Donazzolo, arch. Luca Messina, arch. Nicola Dagostin, ing. Carlo Cristellon. Collaboratori: arch. Elisa Bernard, arch. Matteo Gardelli.
ABITARE. Trovare casa in Val di Fiemme è diventato un problema reale, causato da più fattori: la proliferazione delle seconde case, la diffusione degli affitti brevi, la crescita industriale che ha attirato nuovi lavoratori stabili sul territorio e una società sempre più frammentata in nuclei familiari piccoli.
Aprire nuove aree edificabili non risolverebbe il problema: le aree disponibili sono esaurite e il mercato resterebbe in poche mani, mentre la crisi demografica in corso renderà il quadro ancora più complesso.
La risposta passa da modelli alternativi come il social housing: né puramente pubblico né puramente privato, ma ibrido e sostenibile.
Il progetto proposto prevede il recupero dell'ex ospedale con appartamenti di diverse dimensioni — dalla foresteria temporanea alla soluzione familiare stabile — e servizi condivisi aperti all'intera comunità. Un modello già consolidato in Europa, finalmente applicato alla nostra valle.
Per affrontare davvero il problema è necessario guardare a modelli finanziari e abitativi alternativi. L'edilizia pubblica tradizionale non può da sola rispondere a una sfida così articolata: negli ultimi vent'anni, su tutto il territorio della Val di Fiemme, sono stati realizzati o convertiti appena tre edifici per un totale di circa ventiquattro alloggi. Esistono però esperienze concrete e consolidate a cui guardare, come il co-housing e il social housing — modelli aggregativi già presenti in molte realtà italiane, non solo nel Nord Europa come spesso si sente dire.
Il progetto si ispira a interventi già realizzati sia nel Nord Europa che nell'area mediterranea, dove questo tipo di approccio è presente da decenni. L'edificio — l'ex ospedale — è stato ripensato per accogliere famiglie di diversa composizione e condizione sociale, con appartamenti di superfici variabili all'interno di un unico volume. Al piano terra troveranno spazio servizi condivisi, aperti non solo agli abitanti del complesso ma anche alla comunità esterna. Ai piani superiori — incluso l'ultimo piano dell'edificio storico — sono previsti diversi appartamenti, oltre a uno spazio per il custode o il gestore della struttura. La gamma degli alloggi è pensata per rispondere a esigenze diverse: dalla foresteria per soggiorni temporanei di breve durata, agli appartamenti per esigenze di medio periodo, fino a soluzioni più strutturate per famiglie che cercano maggiore stabilità abitativa, in attesa di trovare una sistemazione definitiva più adatta alle proprie aspettative.